Le norme anti-Coronavirus spiegate dai quadri medievali (brutti)

La Carlottina che sta dietro a questo blog è un bizzarro animaletto, di solito di buon umore, che vaga sbadatamente per il mondo tra peripezie e disavventure; stavolta però la Carlottina che sta dietro a questo blog è un pochino preoccupata, perché trovarsi nell’occhio del ciclone di una pandemia senza precedenti non rientrava proprio tra i suoi piani per il 2020.

Cosa può fare dunque se non stare a casa, imparare a memoria i bollettini della Protezione Civile e maledire di non aver messo il braccialetto elettronico a genitori, nonna, zii e cugini per controllarne gli spostamenti? Beh, può scrivere un post per spiegare ancora una volta le buone norme da seguire in questi tempi di Coronavirus. E siccome qualcuno è un po’ duro di comprendonio e a parole non capisce, ho pensato di spiegarle con dei disegnetti. Dei disegnetti medievali, per la precisione. E per darvi qualche gioia, alcuni li ho scelti come piacciono a voi: BRUTTI.

E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’

Partiamo dalle cose più semplici. L’indicazione fondamentale: STATE A CASA. Reclusi, murati vivi vi voglio. Vi annoiate? Sticazzi. Annoiarsi è bellissimo e consente di fare un sacco di scoperte. Per esempio, potreste affacciarvi alla finestra e vedere cose inaspettate, come il vostro vicino di casa che caga nel vicolo con un’espressione mesta.
E se la scena non vi pare abbastanza adrenalinica potete passare la parte restante del pomeriggio a chiedervi forsennatamente se un simile comportamento rientri tra quelli previsti dal Decreto e se necessiti di autocertificazione

*Ad onor del vero… In mezzo a tante cavolate qualche nozione corretta ve la devo pur dare: la raffigurazione è relativa alla novella del Decameron di Andreuccio da Perugia e il poveretto non sta cagando…ma quasi. È appena caduto vittima di un tranello che l’ha fatto finire dentro una latrina.

Noli me tangere, ovvero “Nun me tuccà”

I più valenti virologi ce lo stanno dicendo in tutte le lingue del mondo, ma se per caso le raccomandazioni dei Burioni di turno non vi convincono, ve lo faccio dire da uno ancora più autorevole, Gesù Cristo in persona:

ARIA. TENETE LE DISTANZE DI SICUREZZA.

Proprio questo intendeva Giotto quando, nel 1308, dipinse nella Basilica inferiore di Assisi il celebre episodio evangelico del “Noli me tangere“: Gesù era risorto da neanche 10 minuti, non aveva ancora manco preso un caffè e quella rompiscatole di Maria Maddalena era già là ad allungare le mani. D’accordo che quello era Figlio di Dio e con Maddalena erano pure tanto amici, ma quando ci vuole ci vuole: “Non mi toccare! Stammi almeno a due metri!” le ha urlato. E se l’ha detto lui, che è infinitamente buono e paziente, vi pare che non lo possiamo dire noi a chi, in questo periodo, ci sta troppo appiccicato mentre facciamo la coda in cassa per pagare?

Il lavaggio delle mani, da Pilato a Barbara D’Urso

Sulla questione si è già espressa Barbara D’Urso, quindi sarebbe persino superfluo andare a ricercare pareri più autorevoli. Voi però siete ancora scettici, e lo capisco. Direte, non si lavano le mani gli scarabei stercorari, con quello che toccano e ce le dobbiamo lavare noi?

Eh, lo so, pare strano, ma ci tocca. D’altronde l’aveva capito pure Ponzio Pilato la bellezza di 2000 anni fa: l’igiene delle mani può essere noiosa, ma evita un sacco di seccature. Se poi volete proprio aggiungere un tocco di ribellione, vi concedo di lavarvi come fa lui in questo dipinto del Maestro di Cappenberg, con l’espressione di chi ha appena subito un torto irreparabile dal cosmo, come quando compri un pacchetto di pistacchi e li trovi tutti chiusi. 


De arte starnutendi in fazzolettibus

Facciamo finta che per qualche causa di forza maggiore dobbiate uscire di casa e vi venga da starnutire in pubblico; come fate? Per fortuna il nostro amico Federico II (di cui vi avevo già raccontato la storia qui), non soddisfatto di aver scritto un trattato per insegnarci “De Arte venandi cum avibus” (L’arte di cacciare con gli uccelli), adesso ci insegna anche “De arte starnutendi in fazzolettibus“, l’arte di starnutire nei fazzoletti.

In quest’immagine vedete raffigurata un’atroce diceria che circolava tra i Guelfi subito dopo la morte del sovrano, secondo la quale Federico non sarebbe morto per cause naturali, ma soffocato dal figlio Manfredi. Beh, lasciate che ve lo dica: i Guelfi non avevano capito un cacchio. L’immagine è un chiaro tutorial di come starnutire secondo le direttive dell’OMS: non addosso al vicino in bus e soprattutto non coprendovi la bocca con mano, ma col fazzoletto. Perché se non lo fate arriva Manfredi e, come nell’immagine, ve lo soffia lui il naso, con una certa energia. Capito?


Non affollate i supermercati (soprattutto se siete brutti)

Importantissimo. Stiamo vivendo una pandemia, ma non un’apocalisse atomica: i Pan di Stelle non diventeranno merce rara e ci sarà sempre abbastanza ammorbidente Coccolino alla campanula selvatica e bergamotto per tutti, ve lo prometto.
E se non credete a me, si è scomodato ancora una volta il Sommo Salvatore per spiegarvelo: se continuate a fare caciara, strillare e fare assembramenti, lui si incazza e vi prende a frustate.

Come prova vi mostro la “Cacciata dei mercanti dal tempio” del Maestro dell’Epifania di Kress, fine IV secolo. Tra l’altro, soprattutto se siete brutti come i soggetti del quadro e avete delle facce che sembrano uscite dal The Muppet Show, fatevi una cortesia: uscite poco e non fatevi vedere troppo da vicino.


Nonno sulla colonna, come i monaci stiliti

Che abbiano o meno degli estrosi culi stampati in fronte, come il vecchio della raffigurazione, è importante che i nostri nonni siano tenuti al riparo dal virus. E come, direte voi? Ma come i monaci stiliti, ovviamente. Li mettiamo isolati a vivere su una colonna.
Già, perché questi anacoreti del primo Cristianesimo facevano proprio così: si sceglievano una colonna piuttosto alta e stavano lì, senza mai scendere; erano i fedeli a portare loro cibo e acqua, lasciandoli a terra, in modo che il nonnetto monaco non dovesse fare altro che sollevarli tramite delle cordicelle. Possibilità di scambio di microbi? Zero.

Ragazzi cari, con questo ho concluso. Il tono di questo blog, come ben sapete, vorrebbe essere sempre leggero e scanzonato, anche in una situazione come questa. Eppure, dietro a queste cazzate, stavolta c’è un problema quanto mai serio: il problema di indirizzare i nostri comportamenti in modo che siano il meno possibile dannosi per gli altri. Non so voi, ma io non mi ero mai resa conto con una tale crudezza che i drammi che vediamo sfilare alla televisione, per qualcuno sono vita vera. Questo qualcuno adesso siamo noi. Spero che questo bagno di realtà ci faccia bene e che sia il seme per la costruzione di una società migliore.

Voi nel frattempo, mentre state a casa e leggete le mie cavolatine sugli amici medievali, rifletteteci su. Bacetti.

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