Viaggio nella bruttezza: i 10 dipinti più cessi del Medioevo

Arieccoce. Lo so, lo so, son sparita nel nulla, ma in questi mesi son stata proprio tanto impegnata a fare cose e vedere gente. Nello specifico, il “fare cose” consisteva nello stare rintanata in casa a studiare, per accedere alla specializzazione che mi consentirà di diventare insegnante di sostegno e dare così conferma della diceria circolante nella scuola italiana: i più bisognosi di sostegno, in realtà, sono proprio i docenti di sostegno. Il “vedere gente”, invece, si è concretizzato nell’insegnare in una scuola dispersa tra i monti e i mari d’Ogliastra, a degli adorabili preadolescenti. Le sublimi note delle loro voci riecheggiano ancora nelle mie orecchie: «Professorèèèè… Qual è ched’è il complemento oggetto?».

Ma adesso che la scuola è finita e il concorso gloriosamente superato, torniamo a noi, cari amici. Vi sono mancati i secoletti bui? La recente impennata elettorale dell’estrema destra non sazia a sufficienza la vostra sete di Medioevo? E allora ci penso io, che oggi vi parlo di QUADRI MEDIEVALI BRUTTI.

Già, perché quando, 12 anni or sono, mi sono iscritta in Storia dell’arte, una delle prime cose che ha smosso il mio affetto nei confronti dei medievali era che nei quadri apparivano brutti. Tanto brutti. Ma proprio brutti che neanche la più cecata delle mamme degli scarrafoni sarebbe riuscita a trovarli anche solo vagamente carini. Constatarne la bruttezza però è roba da tutti… io invece sono qui per spiegarvi anche PERCHÈ son così scorfani.

Per cui, ecco a voi, cari amici, la classifica dei 10 quadri medievali con personaggi più cessi (con qualche sconfinamento nel Rinascimento).

1) Gesù deforme

Un posto d’onore, in questa classifica degli orrori, non può che toccare a lui, il protagonista indiscusso della mia tesi di Laurea magistrale. Fu rinvenuto nella Domus di Porta Marina ad Ostia ed è stato realizzato alla fine del IV secolo, con la preziosissima tecnica dell’opus sectileche prevedeva l’utilizzo di marmi sapientemente tagliati per riprodurre decorazioni ad intarsio. Per gli studiosi rappresenta tuttora un enigma. Raffigura Cristo benedicente? O piuttosto un filosofo pagano? A questa domanda non c’è ancora risposta. L’unica cosa certa è che sia brutto come la fame del ’43.

2) San Nicola, il bruco mai diventato farfalla

Decisamente antiestetico è anche questo San Nicola, affrescato, attorno al 1090, sulle pareti dell’Abbazia di Novalesa, in provincia di Torino. Degno figlio di una madre che ricorda molto da vicino Dario Argento, il piccino è rappresentato nell’atto di rifiutare il seno materno, con sprezzo tutto vegano. La leggenda vuole infatti che, nel periodo quaresimale, il neonato, già inflessibilmente devoto, non ne volesse sapere di violare il digiuno e ingerire derivati animali. Il pittore lo raffigura così, avvolto strettamente nelle fasce, quasi a ricordare un giovane bacarozzo nella sua crisalide. Metafora del bruco che si appresta a diventare una splendida farfalla? Ma anche no, almeno a giudicare da come appare, una volta adulto, nelle icone russe: un gagliardo vecchietto, con lo sguardo penetrante e un estroso culo stampato in fronte.

3) Le Madonne brutte

Proseguiamo con qualcosa di leggero. Quando preparavo gli esami di arte medievale, la mia amica Alessandra, spesso in vena di farmi dei complimenti, guardava schifata le Sante Vergini raffigurate nei miei libri e diceva: «Oh, Ca’, ti somigliano un casino. Ci pensi che, se questi erano gli standard estetici dell’epoca, tu al tempo saresti stata la regina delle gnocche?». Già, perché viso allungato, colorito cadaverico, nasino non proprio francese e occhi grandi e spiritati, erano le caratteristiche che io e la Madre di Dio avevamo evidentemente in comune. Un po’ è vero, questi erano i canoni di bellezza medievali. Un po’ bisogna considerare che agli artisti del Medioevo interessavano ben poco l’espressività,  la proporzione delle forme ed il realismo anatomico che noi moderni utilizziamo come metro di valore di un’opera, ereditandolo da una certa arte classica e rinascimentale. Per i medievali un dipinto non doveva avere dei soggetti realistici, ma doveva essere un manufatto eseguito a regola d’arte, magistralmente arricchito da metalli preziosi e pigmenti pregiati. D’altronde, poco importava loro di rappresentare in modo fedele questo mondo, dato che gli occhi li avevano tutti rivolti a quello celeste!

4) Gesù stempiato

Avete presenti quei pupetti delle pubblicità, biondi, paffuti e tutti da strapazzare di baci? Ecco, Duccio da Buoninsegna, nel 1284, no, non ce li aveva presenti. Infatti il suo Gesù Bambino, creatura dalla ricercata bruttezza, è rappresentato nell’atto di accarezzare con aria contrita il volto della madre (che sapientemente evita di guardarlo), quasi a dirle «Scusami mamma, se somiglio a Renato Schifani…»

In realtà, nel mondo dell’arte, poche cose sono frutto del caso: questi  Gesù così mostriciattolosi, simili a vecchietti stempiati, rispondevano ad una precisa concezione religiosa medievale. Cristo era raffigurato come “homunculus (piccolo uomo) poiché, nelle convinzioni dell’epoca, Egli era nato già perfettamente formato dal punto di vista psicologico, dotato di una forma intellettuale e divina immutabile e totalmente estranea a qualsiasi tipo di evoluzione o crescita. Gesù dunque, era nato brutto e, coerentemente, sempre brutto era rimasto, perché, come dice il saggio, “La bruttezza ha un vantaggio sulla bellezza: la bellezza passa, la bruttezza dura”.

5) I marziani dell’Altare di Ratchis

Virando per un momento sulla scultura, non possiamo trascurare l’Altare di Ratchis, fatto costruire, per l’appunto, dal futuro re longobardo Ratchis attorno al 740, per celebrare l’atterraggio degli alieni a Cividale del Friuli. Cazzate a parte, sebbene i personaggi abbiano ben poco di terrestre e appaiano decisamente sgraziati per la nostra sensibilità moderna, questo manufatto è un’opera di straordinaria qualità.

Per comprenderne il valore dobbiamo considerare che i Longobardi erano un popolo nomade, inizialmente poco esperto nella costruzione di grandi manufatti in pietra. Sai com’è, quando arrivi dalla Scandinavia e attraversi tutta l’Europa centrale, in una lunghissima marcia durata circa sei secoli, i bassorilievi di marmo e le colonne di granito non sono la prima cosa che pensi di infilare nello zainetto. In compenso, i nostri amici erano dei campioni indiscussi nella lavorazione dei metalli: i loro gioielli e le loro armi sono manufatti di una raffinatezza inestimabile. Fu soltanto dopo che si stanziarono in Italia che, forse influenzati dalla grande tradizione scultorea classica e bizantina, vollero cimentarsi anche loro nella lavorazione della pietra, usando però l’unico linguaggio artistico che conoscevano: quello dell’oreficeria. Il loro altare, che oggi ci appare grigio e austero, era in realtà ricoperto da una finitura pittorica ormai perduta, ed era pensato per essere un enorme gioiello di pietra, luminoso e dai colori sgargianti.

6) Gesù sgorbio

Uno sgorbio, un cesso a pedali, non riesco a trovare altre parole per definirlo. Cosa aveva fatto di male questo povero Gesù bambino, per meritare un simile accanimento della natura? Mi spiace non potervi dare molte indicazioni su questo dipinto, che ho trovato per caso in rete e di cui non riesco a rintracciare né l’autore né la datazione. A occhio vi direi che si tratta di un’opera fiamminga del XV-XVI secolo, ma in fondo… la domanda che sorge spontanea non è chi l’ha dipinto o quando, ma PERCHÉ????

La Vergine viene raffigurata nell’atto di porgere al piccolo mostro una pera, simbolo del Peccato originale che il Salvatore sarebbe stato destinato a riscattare. Ma se il messaggio segreto che la Vergine ci sta dando fosse un altro? Ovvero: «Porca miseria, questo bambino è brutto come il peccato»? O ancora, se la Madonna stesse propinando al figlio la pera, nella speranza che le virtù benefiche della frutta apportassero un qualche miglioramento alla sua faccia orrorifica? Perché in tal caso mi sento subito di stroncarti, Maria: tuo figlio sembra la brutta copia della Duchessa d’Alba e le vitamine non miglioreranno la situazione.

 

7) Santa Maria, Madre dei restauri sbagliati

Ve lo ricordate quel Gesù osceno, frutto dell’intrepido restauro di una vecchina spagnola, qualche anno fa? Ebbene, in realtà ha una madre, che in effetti gli somiglia tantissimo. Si tratta della Vergine raffigurata nell’icona di Santa Maria Nova, custodita nella Capitale, all’interno della chiesa di Santa Francesca Romana.

Pure lei, come lo sfortunato figlio spagnolo, può però giocarsi la carta dell’errore del chirurgo plastico in fase di restauro, nel suo caso avvenuto probabilmente nel XIII secolo, a seguito del danneggiamento subito in un incendio.

 

8) Gesù e gli steroidi

La Sacra Famiglia, gente brava ma tanto sfortunata. Proseguiamo infatti con un altro Gesù bambino da incubo, stavolta di età rinascimentale.
In teoria, quando, nel 1437, Filippo Lippi si apprestava a dipingere la Madonna di Tarquinia, oggi conservata a Palazzo Barberini a Roma, i canoni medievali di sprezzo del naturalismo e disinteresse per l’armonia delle forme, dovevano già essere in via di superamento. 

Gli artisti, a metà del ’400, manifestavano un nuovo interesse per la resa anatomica accurata e la tridimensionalità delle figure. O almeno ci provavano. Ma ci provavano male, porca paletta! D’accordo il tentativo di rendere una plasticità quasi scultorea, d’accordo la cura dei dettagli e della muscolatura… ma qui Gesù sembra un Wrestler caduto nella spirale della dipendenza da steroidi che cerca di strangolare la Madonna. 

9)Gesù in Star Trek

Gesù, come accennato anche in quest’altro mio articolo, è sempre stato un bambino vivace e poliedrico. Quello che però forse non sapete è che, nella sua parabola terrena, prima di tutta quella trafila di morte, risurrezione e ritorno in Cielo, ha anche avuto modo di partecipare a importanti produzioni televisive.
In questa icona russa del XVII secolo, ad esempio, è stato immortalato durante la sua partecipazione alla celebre serie TV Star Trek, nel ruolo del Tenente Worf da piccolo.  La Chiesa, oscurantista come sempre, ha cercato di tener nascosto questo lato più mondano dell’esistenza del Salvatore, propinando ai fedeli teorie poco credibili, ad esempio che quella fronte abnorme sarebbe semplicemente metafora della Divina Sapienza, tipica dell’iconografia bizantina detta di “Cristo Emmanuele”. In realtà, a noi che siamo gente Svegliaaa(!!!1!) i poteri forti non riusciranno a metterla nel sacco. Non a caso, ho trovato anche un altro fotogramma di scena in cui il Sommo si esercita a fare il saluto vulcaniano, solo che ancora non gli esce tanto bene! 

10) L’annunciazione di Recanati: quando il brutto diventa poesia

Giungendo alla fine di questa nostra classifica, un posto speciale spetta all‘Annunciazione di Recanati, di Lorenzo Lotto, capolavoro rinascimentale dalla bruttezza delicata, discreta, che non ferisce l’occhio, ma si rivela soltanto dopo un’attenta osservazione dei dettagli
Ammiriamo la posa di Dio Padre che pare pronto a gettarsi nella stanza, con un tuffo di pancia a mani unite di fantozziana memoria.

E ammiriamo l’Arcangelo Gabriele, così simile alle Barbie di sottomarca con gli arti montati male che funestarono la mia infanzia, rivolgersi alla Vergine col braccio alzato in un saluto che sembra più che altro un invito ad andarsene a quel paese
E poi ancora lei, la Madonna che, con un’espressione dimessa da casalinga di Voghera, pare giustificarsi con l’osservatore: «Veda bene che non l’ho fatta bruciare io la pasta e fagioli!». E in questo trionfo di commovente goffaggine non si salva neanche il gatto, malridotto, sciancato e con una codina spelacchiata da topo di fogna. 

Non fraintendetemi: d’accordo che questo blog è stato pensato per essere al 60% cazzate e al 40% divulgazione culturale… ma io di questo dipinto penso solo bene. Solo un gigante della pittura come Lorenzo Lotto poteva rendere in questo modo il senso del Divino che attraversa le piccole cose; nessun altro pittore è stato mai capace di affrontare le immense verità delle fede con uno tocco così autentico, popolare, umile, vicino agli uomini. Già, perché la grande verità che Lotto vuole annunciarci è che l’Assoluto non si rivela nei fatti eccezionali e nelle imprese eroiche dei grandi, ma nel quotidiano, anche brutto, di ogni uomo. Insomma, come si dice qui in Sardegna, parafrasando un nostro celebre conterraneo: «Lorenzo Lotto, mi fai emozionare ♥».

Cari amici, la nostra classifica di oggi finisce qui. Se i quadri brutti vi hanno appassionato, sappiate che, esplorando l’internet per condurre le mie ricerche, ho scovato questa pagina Instagram di inusitata bellezza, dal nome “Gesù bambini brutti“. Ve la stra-consiglio, per quando volete tirarvi su l’autostima e sentirvi un po’ più carini. 

Nel salutarvi lascio anche un piccolo ***Disclaimer*** per eventuali credenti che potrebbero prendersela per il poco riguardo che mostro nei confronti dei soggetti sacri. Badate bene, qui non si prendono in giro Gesù e le Sfere Celesti (con cui ho, per altro, un rapporto di stima e affetto reciproci), ma soltanto le loro trasposizioni artistiche. E in ogni caso, se io, che sono l’ultima delle stronze, non porto rancore quando qualcuno fa girare su Facebook le mie foto mostruose degli anni delle Medie, figuratevi se se la prende Lui, che è infinitamente buono (e ha anche un ottimo senso dell’umorismo).

Arrivederci, bacini, a presto.

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139 comments

  1. Sei un genio! Ero incazzato nero e leggere le tue chiose a quei dipinti mi ha dato tanta allegria. Lo hai scritto bene perché è sarcastico è mai volgare. Grande.

    • Giuro che appena ho 5 minuti e finisce questa folle avventura del corso di specializzazione sul sostegno smetto di fare la cazzeggiona e mi metto a scrivere sul serio!

  2. questo articolo è tipo la cosa più bella che ho mai letto, ed è stata un’emozione unica ritrovare a distanza di anni dal mio esame di storia dell’arte medievale gli alieni di cividale e il bambinello stempiato.
    cià

  3. Carissima (sembra eccessivo, lo so, perdonami) sappi che ho dovuto fare una pausa dalla merenda perché la fetta biscottata mi andava continuamente di traverso ad ogni tuo commento. Te lo dico alla piemontese (che poi con i sardi siamo anche lontani cugini sabaudi) : sei una sagoma. Continuerò a seguirti. Ma dopo il caffè.

  4. Bellissimo articolo. Insegno disegno e storia dell’arte in un liceo scientifico e spesso cerco di provocare gli/le studenti con immagini “brutte”, per cercare di capire cosa c’è dietro. Bravissima!

  5. Sei troppo forte! Grazie per aver illuminato una delle tante carenze della mia cultura. Mi ci volevano queste risate a fine giornata. Complimenti e continua ad informarci.

  6. Brava, articolo fatto bene, molto divertente!
    Non dar retta ai professori del web, che hanno una mente brillante come un pezzo di carbone…

    • Articolo stupendo, ho riso tanto. È scritto molto bene ed è piacevolissimo da leggere 😊 sono modi più articolati di descrivere l’orrido e rendono molto meglio che solo dire ” ‘mazza che schifo”. Ne leggerei volentieri altri.

    • Grazie mille, Max! Sì, giorni dopo aver scritto l’articolo, siccome non resistevo più dalla curiosità, sono andata a chiedere alla persona più competente in materia che conosco che quadro potesse essere, e anche lui mi ha inviato proprio questo link! Siamo in area francese, verso la fine del ‘400… l’esecutore però ha evitato di tramandare ai posteri le sue generalità

  7. Rettifico il mio commento sul punto 9: l’immagine c’è, evidentemente il mio telefono aveva ritenuto prudente nacondermela alla mia prima visita al post.

  8. Complimenti, sto ancora ridendo. Lasci perdere gli idioti che hanno commentato. Il loro analfabetismo funzionale non gli consente di capire che il post non ha nulla a che vedere con la religione (come d’altro canto ha precisato) e che la cultura può anche essere vissuta con la giusta leggerezza. Oggi ha conquistato un altro lettore, continui così!

  9. A “estroso culo” ho sputato l’acqua che stavo bevendo e non mi sono più fermata dal ridere…10,100,1000 Carla!

  10. “..la Madonna che, con un’espressione dimessa da casalinga di Voghera, pare giustificarsi con l’osservatore: «Veda bene che non l’ho fatta bruciare io la pasta e fagioli!»” E niente, sto ridendo molto!!

  11. Allora, dal mio, e non solo, punto di vista, l’arte non è banalmente questione di bellezza e bruttezza. L’arte è un fenomeno serio e complesso su cui ironizzare denota una non sufficientemente approfondita comprensione dei fatti artistici. Fuori luogo massimo. Del tempo no ne parliamo.

  12. Questo è uno dei post più belli e sagaci che abbia letto recentemente. Vorrei invitarti a Bergamo a visitare con me i due musei cittadini e farmi una bella chiacchiera sui brutti soggetti che ci sono e di cui nessuno ha il coraggio di parlare. 😂😂😂😂

  13. Meraviglioso articolo . Grazie. Continua .

    Essendo di remanzacco, 8 km da cividale, ho particolarmente apprezzato il commento all’ara di ratchis !

  14. Ho scoperto poco fa il tuo blog e me ne sono innamorato 🙂 ti prego, continua così, i tuoi articoli sono bellissimi e il tuo stile è una boccata d’aria fresca nel panorama!
    Inoltre la tua descrizione khaleesesca è stupenda 😂

  15. Ho letto frettolosamente e con ansia la tua pagina, perché cercavo la tua (ilare) descrizione de “La Madonna di sotto gli organi” attribuita a Berlinghiero Berlinghieri conservata nel Duomo di Pisa. Non c’è?!? (https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6d/Berlinghiero_o_pittore_bizantino._Madonna_col_Bambino._I_quatro_del_XIII_secolo%2C_Pisa%2C_Cattedrale..jpg/214px-Berlinghiero_o_pittore_bizantino._Madonna_col_Bambino._I_quatro_del_XIII_secolo%2C_Pisa%2C_Cattedrale..jpg)
    Starebbe bene in un posto d’onore, dove anche il Gesù sgorbio sarebbe coccoloso e tutto da baciare.
    Mia nonna ne aveva una copia che teneva sopra il letto come protezione di cosa non so. Forse come deterrente per i ladri, perché vedere quel Gesù Bambino (con la faccia di un giovanissimo -ma non troppo- Felice Caccamo) apparire all’improvviso sul muro illuminato dalla fioca luce di una torcia doveva procurare smarrimento, spavento e alla fine far scappare il malintenzionato.
    Di sicuro non ha mai protetto i sogni di chi lo guardava, gli incubi erano assicurati.

  16. Ciao! Grazie del buonumore 🙂
    Vedo con piacere che non ti lasci abbattere dai commenti malevoli di chi ignora che non si ama veramente qualcosa se non si è capaci di riderci su.
    Buona giornata e a presto.

    • Ma sono l’unica disperata che sta ancora cercando l’immagine a cui si riferisce il punto 9? Comunque articolo brillante, spassoso e informativo, grazie!

  17. Arrivata qui per caso e… una scoperta!
    Solo una precisazione… il Gesù sgorbio della 6 in realtà è una raffigurazione neonatale di Philippe Daverio! 😉

    • Ciao
      Purtroppo coloro che non sono tuoi amici su Fb non possono visualizzare l’immagine 😉

  18. Muoro! 😀

    Se il mio prof di Storia dell’Arte del liceo ti avesse avuto come allieva, gli avresti fatto cascare anche l’occhio rimasto! 😀

  19. … ti ho scoperta ora, sei una grande divulgatruce che rende le cose divertenti con l’ironia, secondo me. Non capisco come non ti si possa apprezzare (per non dire offenderti). Non ti curar di lor, continua così, ora andrò a cercarmi tutti i tuoi pezzi precedenti.

  20. Una lettura veramente piacevole, istruttiva e … divertentissima! Complimenti, se molto spiritosa. Grazie per l’articolo.

  21. Il Gesù Bambino Sgorbio potrebbe essere una delle infinite Madonne di Carlo Crivelli (?)
    Comunque complimentissimi, ho riso come una matta! Viva la diffusione della cultura con semplicità ed efficacia!

  22. Fantastica lettura, avevo le lacrime agli occhi dal ridere ed ho apprezato tantissimo come hai intercalato alle spiritosate elementi divulgativi delle opere.

  23. è probabile che i gesù bambini stempiati brutti o grassi li facessero somiglianti a chi li pagava per disegnarli non credo fosse una pratica soo medievale

  24. Divertentissimo!
    Ma la storia del San Nicola vrgano che rifiuta il latte materno è na cavolata, i vegani non negano il latte materno (e quindi propriamenteumano) ai figli. Così eh, giusto per info.
    😁
    …poi se è appositamente detto per fare ironia allora ci sta.

  25. È (anche) così che le persone colte e argute inducono le altre ad avvicinarsi a questi argomenti, altrimenti poco appetibili per molti.

    Secondo me la divulgazione culturale, in Italia, dovrebbe valorizzare molto di più coloro che, come te, hanno la capacità di proporre in modo gustoso, anticonvenzionale e per niente paludato aspetti dell’arte che altrimenti restano ignorati.

  26. Ciao Carla, ma chi è il nostro conterraneo (io preferisco chiamarlo compatriota) sardo che si esprime con frasi del tipo: “Lorenzo Lotto, mi fai emozionare”? L’unico che mi viene in mente è l'”influencer” Alioska Alessandro Mancosu, inventore del blog e della fortunatissima pagina Facebook “Ricette di Sardegna”.

  27. Amo l’arte tutta, portando con me assoluta ignoranza. Ti ringrazio quindi per questo articolo così leggero e, insieme, dettagliato che mi ha divertito e insegnato qualcosa. Brava e simpatica.

  28. Ho appena conosciuto questo blog, per puro caso e grazie a Feudalesimo e Libertà, e me ne sono già innamorata! Adoro l’ironia sull’arte e l’archeologia (io sono archeologa e sono di Cagliari), che denota una certa competenza della materia! Complimenti davvero e grazie per le sane risate che m hai fatto fare! Sono curiosa di leggere molto altro (ho letto anche la storia dei bambini rapiti dal demonio), ma sono già addicted!😁😁😁😁 Continua così!!

  29. Grazie. È stata una giornata dura e me l’hai fatta finire con sonore risate. Sei bravissima, fare ridere scrivendo non è facile e tu ci riesci molto bene
    Un abbraccio

    • Brava, parlare di arte medioevale, Senza cadere nella noia mortale non è per nulla facile. Esilarante

  30. In certi punti mi stavo sbellicando, perché è un bel misto di cultura ed ironia. Se non sbaglio il tenente Worf è la copia sputata anche di una raffigurazione di S. Nicola che non c’è qui. Complimenti e un saluto 🙂

  31. Sarò una delle tante persone “superficiali”, ma questo articolo mi ha fatto ridere fino alle lacrime.
    Grazie per averlo pubblicato!

  32. Non vogliamo finire la giornata con il pedante, no!?… dopo averla iniziata con il mentecatto…
    Grazie, lettura divertente e sagace, riesci a far avvicinare e comptendere queste opere meglio di molte dotte spiegazioni, offrendo un punto di vista soggettivo contemporaneo che permette di ripensare la realtà nella sua storicità.

  33. Non vogliamo finire la giornata con il pedante, no!?… dopo averla iniziata con il mentecatto…
    Grazie, lettura divertente e sagace, riesci a far avvicinare e comptendere queste opere meglio di molte dotte spiegazioni, offrendo un punto di vista soggettivo contemporaneo che permette di ripensare la realtà nella sua storicità.

  34. Fantastica e arguta! Bel modo di scrivere…peraltro agli orribili Bambini fanno spesso da contraltare Madonne splendide (v.Duccio e Lippi). Non si può prescindere dalla concezione dell’infanzia come adultità in divenire. il che spiega certe fattezze. Ma troppo divertente il modo di evidenziarlo!

  35. Se posso dire, mi sono spisciato dalle risate e ti condivido pure l’articolo! Non dar retta ai criticoni e ai bacchettoni! 😉 😀

  36. se mio nipote (2a media) ti avesse come insegnante di Storia dell’Arte, sarebbe una delle sue materie preferite, anziché la più detestata

  37. Ho letto questo articolo ed ho riso come un matto. Sicuramente non lo considero un testo di divulgazione scientifica di livello alto ma se ho capito bene l’obiettivo è quello di fornire piccoli spunti di riflessione … fra una risata e l’altra!
    Scrivere qualcosa di divertente senza sfociare nella volgarità è un talento che in pochi hanno. Credo che sia un obiettivo nobile farci avvicinare all’arte in modo scherzoso e divertente.

    Complimenti

  38. Non ho mai riso cosi tanto, ho dovuto usare dei supporti ai fianchi per evitare problemi anatomici in futuro.

    Bravissima, e deduco altrettanto bellissima

  39. Da quello che ho letto.. si percepisce la correttezza nel descrivere la storia e le tecniche delle opere prese in esame ma… allo stesso tempo c’è una sensazione di superficialità, manca il carisma che ogni studioso d’arte dovrebbe saper trasmettere (ha mai avuto l’occasione di “osservare” una di queste opere dal vivo?..a me non sembra..) . Un testo scritto soltanto per il piacere di provocare.

    • Ciao Alberto, ti ringrazio per la critica, che essendo costruttiva è per me molto preziosa. Mi dispiace non essere riuscita a trasmetterti carisma ed essere apparsa superficiale. Sicuramente il tono un po’ dissacrante del mio articolo ha in parte oscurato il rispetto enorme che io provo per questi dipinti. Ridere su delle immagini che ovviamente, per la nostra sensibilità moderna, non possono non apparire goffe o sgraziate non significa negarne il valore artistico e storico. Il mio intento, nello scrivere su questo blog, che per me è assoluto passatempo, è quello di trasmettere tutto l’entusiasmo che ho per la cultura e l’arte medievale: lo studio ha sempre suscitato in me molte emozioni, e tra queste emozioni c’è sempre stata anche l’ilarità. Sì, io a studiare mi divertivo. Era proprio l’iniziale disorientamento che provavo di fronte a un’opera che, ai miei occhi di ragazza del XXI secolo mi appariva brutta, che mi spingeva a chiedermi quali valori ci fossero dietro. Il disorientamento poneva in me delle domande. E’ proprio questa la forza dell’arte: il provocare un senso di straniamento che ti spinge a varcare i confini del tuo gusto personale e a interrogarti su nuovi significati. Molte delle opere di cui parlo le ho viste anche da vivo e le ho trovate ancora più “brutte”. E proprio per questo mi hanno incuriosito di più. In diversi punti dell’articolo mi soffermo a spiegare che, quello che appare a noi brutto e anti-naturalistico, è conseguenza di una mentalità medievale a cui non interessava tradurre il mondo con occhi realistici. Era una mentalità che guardava più all’altro mondo che a questo; o, ancora, era il frutto geniale di chi, non avendo le competenze tecniche per lavorare un materiale, vi si approcciava con gli unici linguaggi artistici che conosceva. E’ così che accadono le grandi rivoluzioni nell’arte.

      La superficialità che tu mi imputi è dovuta al fatto che, se avessi tenuto questo tono per tutto l’articolo, il testo sarebbe stato destinato a una rivista accademica, e non al mio personalissimo blog di cazzeggio. Volendo continuare con i miei medioevaleggiamenti, ti saluto con una citazione di Umberto Eco nel Nome della Rosa: “Il riso è fomite di dubbio”, dice il serioso Jorge. “Ma talora è giusto dubitare”, risponde Guglielmo.

      In questa vita non c’è niente di tanto sacro da non poter essere affrontato con una risata. Meno che mai una cosa così umana come l’arte.
      Grazie ancora per il tempo che hai speso a leggere il mio articolo e sarò contenta se vorrai continuare a seguirmi e a farmi riflettere. Ciao!

  40. La divulgazione culturale cazzeggiona salverà il mondo, altroché.
    Non ti ringrazierò mai abbastanza per la pagina dei gesùbambinibrutti, davvero <3 (anche per San Nicola Bruco e Gesù Sgorbio, ma per quelli un po' meno perché so già che me li ritroverò in qualche incubo)

    • Grazie mille! Forse la divulgazione cazzeggiona non salverà il mondo, ma se ci salva anche solo un pomeriggio o ci fa porre delle domande o ci fa venire la curiosità di aprire un libro, guardare un documentario o entrare in un museo, è già un risultato enorme!

    • Ahahaha, no no no dai!! L’intento è dissacrante, ma non fino a questo punto! …Ho pur sempre un passato da educatrice di Azione Cattolica da difendere!

  41. Sdraiata in un raro momento di relax sono incappata nel tuo scritto e… sto morendo dal ridere. Hai una scrittura leggera e divertente, al tempo stesso la tua capacità di osservazione è eccellente e i commenti sono puntuali.
    Complimenti e non ti fermare. Ignora gli idioti, ce ne sono sempre…
    Nel frattempo mi sono iscritta alle tue pagine 🤗

  42. Non credevo fosse possibile che il mio amore per il Medioevo potesse diventare più grande ma evidentemente dovevo leggere te!!
    Lacrime agli occhi. Copiose! 😂😂

  43. Questo excursus mi ha fatto morire dal ridere.. sono tutti cessi degni della più fine descrizione.. San Nicola Bruco però è pura arte. Complimentissimi.

    • Il mio cuore va tutto all’Annunciazione di Recanati, però devo ammettere che anche San Nicola Bruco mi suscita una tenerezza non indifferente <3

  44. Immagino che lei, my lord, sappia scrivere di sicuro in maniera forbita ed elegante…in effetti ci ha appena dato dimostrazione di tale finezza letteraria.

  45. Ahahahaha sto morendo…non mi ricordavo di essere stata così crudele paragonandoti alla Madonne medievali ma ricordo vividamente di quando, studiando, provavi a convincermi che dietro tutti questi esseri deformi ci fosse un senso ultimo (e a me ancor oggi ignoto) e di quanto ti appassionasse soffermarti su pagine e pagine di Jesoo dall’aria poco raccomandabile🗿 Detto questo vorrei capire se i marmi sapientemente tagliati del primo Salvatore siano ironici, li avrei tagliati meglio io cadendo dalla finestra di camera mia sui gradini dell’ingresso di testa…tvb aspetto nuovi post con ansia❤️

    • Invece sì, eri crudelissima! Noo comunque non ero ironica sui marmi finemente tagliati! Guarda che è una tecnica difficilissima! Mischino, qui Gesù nel complesso è uscito un po’ sgorbietto, però la decorazione di quella sala è una cosa splendida :O

  46. È la prima volta che capito nel tuo blog (il che è strano visto che il Medioevo mi piace da matti). Ora sei tra i preferiti e pian piano leggerò tutto. Per il momento mi limito a farti i complimenti per il tuo stile e la simpatia (senza dimenticare lo studio e la conoscenza della materia). Grazie per la piacevole lettura

    • OOOhhh grazie mille di tutti questi complimenti! <3 Io per prima mi diverto da morire a scrivere queste fesserie...sapere di far divertire anche qualcun altro è un piacere aggiuntivo!

  47. Carly mi sto pisciando😂 è bellissimo ciò che scrivi, fa ridere e allo stesso tempo mi fa venire voglia di buttarmi a capofitto nello studio medioevale ☺️ quel signorino che ha commentato prima di me non capisce una cippa evidentemente 😊ma vabbè, meriterebbe una raffigurazione anche lui😂 ce ne fossero di più persone come te, i ragazzi studierebbero di più e gli ignoranti come il signore qui sopra sarebbero certamente meno😉❤️

    • Brava, complimenti per il tuo stile di scrittura! Solo una precisazione, per nulla critica ma che da oggi mi attanaglia: hai visto come il Gesù stempiato sia la fotocopia pittorica di Lucarelli di Mistero in blu???? 🤭😂
      Un caro saluto Paola

    • Immagino che lei, my lord, sappia scrivere di sicuro in maniera forbita ed elegante…in effetti ci ha appena dato dimostrazione di tale finezza letteraria.

    • Lettura piacevole nello stesso tempo precisa e circostanziata.
      Prosegi e non curarti degli imbecilli.

    • Grazie mille! Gli imbecilli sono il sale della vita 😀 😀 (In realtà qualsiasi critica è assolutamente ben accetta…Ovviamente, quelle almeno un minimo circostanziate, sono ancora più gradite!)

    • spero e credo che tu non abbia terminato gli studi di storia dell’arte, perché sei una superficiale esteta e prendere in giro icone sacre, fa di te un’ignorante, non sapendo nulla di come e perché ci siano tali espressioni. poco simpatica.. anche come clown d’accompagnamento.

    • guardi io trovo commovente l’atto evergetico di teodora e giustiniano in san vitale. però guardando la pappagorgia dell’imperatore e l’aria sbarazzina alla george clooney di belisario, proprio non riesco a non farmela una risata… se poi uno come giuliano il grande ha trovato l’ironia di scrivere una satira contro se stesso, forse è lei che ha bisogno di una bella iniezione di senso dell’umorismo

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