«Mamma, mi ha rapito il demonio»: metodi creativi per eliminare i figli problematici

Il Medioevo non era un buon periodo per nascere e, come vi ho già spiegato in questo articolo, i modi di morire erano tanti e vari. Quelli che però se la passavano peggio di tutti erano i bambini: grazie ad una vasta gamma di epidemie, infezioni e casi di malnutrizione, morivano come mosche. Eppure, un decesso precoce non era il peggiore degli inconvenienti. Come ci illustra, nella prima metà del Quattrocento, il pittore Martino di Bartolomeo, nel suo trittico con le Storie di Santo Stefano, i neonati potevano incappare in guai ben peggiori: i rapimenti demoniaci, ad esempio.

Ai nostri tempi i cieli sono  infestati da pericolose scie chimiche. In tempi molto antichi era pure peggio: erano infestati da brutti diavolacci neri che avevano il vizio di rapire i bambini ancora in fasce, per portarli chissà dove.

La brutta avventura colpì anche il piccolo Santo Stefano, raffigurato con un’espressione un po’ perplessa, mentre viene portato via tra le braccia dell’Angelo del Male, come da copione dotato di muso peloso, corna, ali da pipistrello, coda e piedi caprini.

Il Maligno, approfittando della distrazione della madre, intenta a chiacchierare con una comare, non si era limitato a sgraffignare dalla culla il povero fanciullo, ma aveva avuto la crudele idea di sostituirlo con un altro neonato, in tutto identico all’originale, se non per la trascurabile presenza di un paio di corna sulla sommità del capo.

Ma gli anni passano, le foglie cadono, le mamme imbiancano… e il demoniaco fanciullo non vuole saperne di crescere! I genitori sono disperati. Per fortuna, a un certo punto, il vero Stefano, miracolosamente salvatosi dalle grinfie del Maligno, riesce a tornare a casa. Eccolo raffigurato mentre, ormai adulto, si palesa ai genitori, indicando il marmocchio nella culla come a dire: «Ah ma’, ah pa’, ma quello mica so’ io! Nun lo vedete che è un’impostore? C’ha 35 anni e sta ancora nel passeggino, nun ve siete fatti due domande? E quelle corna nun v’hanno mai fatto sospetta’ nulla? Bei citrulli che me ritrovo come genitori». E la madre, con aria atterrita, pare replicare: «Eh ‘nfatti me pareva strano, ma me credevo che era colpa del vaccino!».

Per fortuna, dopo qualche battibecco, la vicenda si conclude con un happy ending: al bambino diabolico viene dato fuoco nel cortile di casa, mentre, sotto lo sguardo lieto dei genitori e di Santo Stefano, un solerte servitore alimenta le fiamme con un poderoso soffietto da camino. E vissero tutti felici e contenti.

Ora, direte giustamente voi: quale mente contorta può aver concepito una storia del genere e averla ritenuta anche tanto edificante da farla rappresentare in un trittico? Bhe, per comprendere meglio il senso di una vicenda così assurda, dobbiamo per un attimo calarci nella realtà dell’epoca. Una realtà che ai nostri occhi può apparire cruda e spietata.

Perciò, nel raccontarvela, sarò cruda e spietata anch’io: la verità è che, nel Medioevo, i bambini deboli, malaticci, che stentavano a crescere, erano una gran rottura per i genitori. Accudirli significava sottrarre cibo, tempo ed energie agli altri membri della famiglia e spesso inutilmente, perché le povere creature non riuscivano comunque a superare l’infanzia. Era necessaria dunque una giustificazione morale, che consentisse a mamma e papà di liberarsi di questi fanciulli senza troppi sensi di colpa: e quale miglior giustificazione se non considerarli il malefico frutto di qualche dispetto di Satana? Non che tutti finissero arsi in giardino come lo sfortunato pargolo del dipinto di Martino di Bartolomeo, certo… però sicuramente molti venivano abbandonati a se stessi e lasciati morire di inedia senza troppi rimpianti.

Se il tema non vi ha traumatizzato troppo e volete approfondirlo, vi consiglio un bel libro di Chiara Frugoni, dal titolo “Vivere nel Medioevo: donne, uomini e soprattutto bambini“, che illustra bene le tappe di vita e la realtà quotidiana dei nostri amici dei secoli bui.

Nel frattempo, se notate delle strane escrescenze spuntare sulla fronte di vostro figlio, se vi pare che faccia più capricci del solito nel mangiare gli spinaci o se a 15 anni ancora pretende che gli sciogliate i biscotti Plasmon nel biberon… ecco, evitate di sottovalutare il problema.

Un caro saluto a tutti ♥

5 comments

  1. Sto ridendo da solo al ristorante, ma con aria da intellettualoide, per via della storia dell arte che ho sempre odiato! GRANDE

    • Ciao Gigi! Purtroppo in questo periodo sto lavorando tanto e per di più studiando per un concorso… Quindi purtroppo ho dovuto archiviare per un po’ gli amici medievali 😔 spero di riuscire a ricominciare a scrivere verso giugno!

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